21 aprile 1912
Il tempo è venuto per l'umanità, Egli dice, di sollevarsi verso lo standard di unicità del mondo umano, in modo che le formule dogmatiche e superstizioni finiscano!
interviewwithAbdulBaha,1912NewYorkTimes.pdf
domenica 12 luglio 2009
21 aprile 1912 - APPELLO DI 'ABDU'L-BAHA su New York Times
PROCESSO RINVIATO
La data del processo dei 7 baha'i è stata posposta. Forse di 2 giorni, forse anche di più. La notizia è stata data ai familiari dei 7 amici in prigione. Non è stata data loro un giorno certo per il processo.
http://www.iranpresswatch.org/
Le loro case vengono bruciate e incursioni, chiuso le loro attività, i loro bambini e della gioventù negata l'istruzione, i loro membri arrestati e uccisi.
http://www.bahairightsday.org/
Ulteriori infomazioni:
http://www.bahai.it/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=31&Itemid=63
venerdì 10 luglio 2009
11 LUGLIO: GIORNATA DEI DIRITTI BAHA'I
L’Iran Press Watch, < http://www.iranpresswatch.org/ >, un’agenzia di stampa che pubblica costantemente su Internet notizie sulla situazione dei bahá’í in Iran, ha proclamato l’11 luglio «giornata dei diritti bahá’í». Leggete la loro presentazione trascritta in calce e, possibilmente, collaborate facendo quello che chiedono per darle un significato.
Ufficio stampa
dell’Assemblea Spirituale Nazionale
dei Bahá’í d’Italia
Iran Press Watch
11 luglio: giornata dei diritti bahá’í
La giornata dei diritti bahá’í vuole far conoscere le violazioni dei diritti umani perpetrate contro la comunità bahá’í. Da decenni ormai i bahá’í in Iran e in Egitto non hanno un minuto di tregua da una costante persecuzione. Case bahá’í saccheggiate, bahá’í arrestati e incarcerati, diritti civili negati, cimiteri bahá’í profanati, studenti bahá’í espulsi dalle università e negozi e uffici bahá’í fatti chiudere sono solo alcuni degli aspetti della crociata lanciata contro i bahá’í.
La data ha un significato, perché il processo dei sette dirigenti bahá’í iraniani, arrestati nella primavera del 2008, è previsto per l’11 luglio 2009, a cura del Ramo 28 del Tribunale rivoluzionario.
Ecco come potete dare aiuto:
· Informate amici, familiari e colleghi che l’ 11 luglio devono utilizzare Twitter, i blog e Facebook per difendere i diritti umani dei bahá’í.
· Chiedete ai giornalisti di riconoscere formalmente questa giornata e di scrivere sulle persecuzioni dei bahá’í.
· Chiedete ai blogger di parlare nei loro blog dei bahá’í e dei loro diritti.
· L’11 luglio usate costantemente Twitter e l’hashtag #BahaiRights per far conoscere questa data. L’intenzione è di fare del #BahaiRights una top trend l’11 luglio. Seguite il @BahaiRightsDay
· Non dovete essere bahá’í per partecipare! Fatelo sapere a tutti, per favore. Di qualunque razza o religione siamo, uniamoci per far conoscere la difficile situazione dei bahá’í.
Informatevi sulle persecuzioni leggendo Iran Press Watch o il Muslim Network for Bahá’í Rights
Fate di tutto per far conoscere questa giornata!
giovedì 9 luglio 2009
APPELLO URGENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL PER IL RILASCIO DEI PRIGIONIERI BAHA'I IN IRAN
7 Luglio 2009 OEA
Amnesty International ha pubblicato un appello il 3 luglio 2009, per interventi urgenti a favore dei sette leader Baha'i che attendono l'imminente processo la cui data dell'11 luglio è stata comunicata verbalmente e ufficiosamente.
mercoledì 8 luglio 2009
I BAHA'I CELEBRANO IL MARTIRIO DEL BAB
8 luglio 2009
Domani i baha'i di tutto il mondo celebrano il 159° anniversario del martirio del Bab, una delle due figure centrali della loro religione.
giovedì 2 luglio 2009
CONSIDERAZIONI DI UN BAHA'I SU DIO, L'ANIMA, IL BENE E IL MALE, LA MORTE, L'ALDILA', ...
Ecco un interessante documento preparato da Dr. Julio Savi nel quale si espone un punto di vista baha'i sui temi come Dio, l'anima, il bene e il male, la morte, l'aldilà, il giudizio universale, la reincarnazione e la relazione fra la religione baha'i, l'islam e il sufismo:
"Considerazioni di un bahá’í su Dio, l’anima, il bene e il male, la morte, l’aldilà eccetera"
Se vi interessa ecco il link:
http://www.juliosavi.it/it/studi/pdf/Considerazioni.pdf
mercoledì 1 luglio 2009
ARTICOLO DEL NEW YORK TIMES SULLE PERSECUZIONI DEI BAHA'I IN IRAN
New York, 27 giugno 2009
http://www.nytimes.com/2009/06/27/us/27religion.html?ref=global-home
lunedì 29 giugno 2009
CAMBIAMENTO E ABITUDINE
Il futuro visto attarverso le lenti del passato
Parte prima
Arnold J. Toynbee, uno degli storici piú rispettati del ventesimo secolo, mette la sua profonda conoscenza della storia ed il suo interesse nel futuro dell’umanitá al centro del suo libro Change and Habit: The Challenge of Our Times, "Cambiamento ed Abitudine: il futuro visto attarverso le lenti del passato".
Toynbee propone che, per evitare l’autodistruzione e muoversi verso l’unificazione, l’umanitá deve liberarsi radicalmente da abitudini accumulate per generazioni.
Nella sua ricerca per individuare con precisione queste abitudini, Toynbee esamina stati e religioni che sono apparsi nel corso della storia umana, considera l’impatto che essi hanno avuto sulla nostra identitá collettiva ed, in seguito, suggerisce i fattori che, una volta realizzati, ci avvicinerebbero al sogno di un mondo unito.
Confrontando i risultati di Toynbee con gli Scritti Bahá’í, scopriamo una straordinaria armonia tra le lezioni imparate dalla storia e gli insegnamenti Bahá’í per l’ottenimento di una pace duratura.
La frase “nuovo ordine mondiale” é riapparsa di nuovo sulla stampa.
É il primo ministro inglese Gordon Brown (was quoted saying it this time), che viene citato questa volta, anche se non é la prima, in quanto aveva giá usato questa espressione anche prima di accedere alla sua carica.
Brown si unisce cosí ad una serie di capi di stato che, insoddisfatti dalla presente situazione, hanno usato questa frase per descrivere la visione di un futuro piú bilanciato ed equo; un mondo in cui avremo finalmente sbrogliato la matassa dei problemi economici, ambientali, morali, politici, e chi piú ne ha piú ne metta, che affliggono il genere umano.
La lista includeva, nel passato, Woodrow Wilson, Rajiv Gandhi, Mikhail Gorbachev, (Ronald Reagan n.d.t.), George H.W. Bush e Tony Blair. Altri, nel presente, sono Mikheil Saakashvili dalla Georgia, Abdullah Gül dalla Tuchia e ironicamente, considerando la continua persecuzione della comunitá Bahá’í in Iran (Iran’s unabated persecution of the Baha’i community), Mahmoud Ahmadinejad.
Qusta lista, insieme con la lista di leader che hanno usato la frase “la fine della storia” o “l’era della globalizzazione” (pensate a Bill Clinton) e quella di coloro i quali hanno in vano fatto appello a maggiore unitá e giustizia nel commercio internazionale, é la prova che punta alla necessitá di una completa ristrutturazione.
Tutti i segni indicano che mentre le attuali agenzie a livello globale - come le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale del Commercio – in principio promuovono questi fini, in realtá, nella loro forma presente, non ne sono in grado, né posseggono l’appoggio assoluto dei loro stati membri necessario ad attuare un cambiamento duraturo.
Toynbee parte facendo un passo indietro da questo scenario per dare uno sguardo a ció che ci ha condotto fino a qui.
Studia le caratteristiche dei cosiddetti ‘aspiranti a divenire stati mondiali’ i quali, tramite un processo di conquiste e vittorie, si sono estesi molto al di lá dei loro confini originali con la meta di soggiogare il mondo intero sotto la propria dominazione.
Riconosce i loro successi ed esamina le ragioni per cui hanno ultimalmente fallito e, nel processo, estrapola diverse intuizioni (solo quattro delle quali tratterò in seguito).
Se, come si suol dire, il futuro va visto tramite le lenti del passato, questo parrebbe il punto perfetto per incominciare.
1. La tecnologia e la mentalitá globale
La rapida emersione di nuove tecnologie durante il secolo scorso ha eliminato le distanze che una volta separavano tribú e nazioni.
Ma la tecnologia, come evidenzia Toynbee e come pure si afferma negli Scritti Bahá’í, é una forza moralmente neutrale che puó essre usata, a seconda della volontá, per il bene o per il male.
Nell’era atomica, con testate nucleari che punteggiano l’intero pianeta, le conseguenze delle nostre scelte nell’uso della tecnologia sono cresciute a dismisura.
In altre parole, tentare di imitare l’approccio degli 'aspiranti a divenire stati mondiali' del passato - l’uso della forza per ottenere l’unitá – ora ha il potenziale di finire in catastrofe.
Per ovvi motivi non si puó attentarne l’esito.
Ottimisticamente, Toynbee asserisce che nel corso della storia quandunque l’umanitá si sia trovata a dover scegliere tra la sopravvivenza e la distruzione, la preferenza, eventualmente, é sempre stata in direzione della prima.
Questa volta peró, l’ostacolo da sormontare non riguarda semplicemente la correttezza delle decisioni sull’uso della tecnologia ma, soprattutto, il superamento dell’abitudine alla divisione che ha caratterizzato il 99% dell’arco della storia umana.
Il 99%? Davvero?
Sinteticamente, si. Il mondo si separó in parti distinte piú di 900.000 anni fa, mentre il primo degli 'aspiranti a stati mondiali' - l’impero egiziano – fu stabilito circa 5.000 anni fa.
Per cui, relativamente parlando, il movimento verso l’unità é avvenuto in un batter d’occhio (senza contare la sostanziale accellerazione negli ultimi 150 anni).
Appare chiaro perció che l’umanitá ha un’intera storia di sentimenti antagonistici da superare prima di poter abbracciare una nuova cultura di appartenenza mondiale.
Il che potrebbe spiegare, almeno in parte, il motivo per cui la diplomazia internazionale é uno sforzo cosí penoso per tutti i coinvolti: semplicemente non siamo abituati ai fatti della vita nel villaggio globale.
Questa sconnessione tra i nostri tentativi (spesso nobili) all’instaurazione della pace internazionale e le nostre decisioni finali, é incapsulato in questa gemma dalla Comunitá Internazionale Bahá’í:
"In questo secolo l'umanità ha tentato per due volte di costruire un nuovo ordine internazionale. Questi due tentativi hanno entrambi cercato di affrontare l'emergente riconoscimento dell'interdipendenza planetaria, mantenendo intatto nel contempo un sistema che antepone la sovranità dello stato ad ogni altra cosa". 3 Turning Point For All Nations
Il processo di trasferimento della lealtá dalla propria tribú o nazione all’umanità intera é, secondo i Bahá’í, la condizione essenziale da nutrire nell’interesse della pace e della prosperitá universali.
Nella storia, secondo Toynbee, i personaggi principali che hanno cercato di promuovere sentimenti universali di buona volontá sono stati i fondatori delle religioni mondiali ed i discepoli a loro piú vicini.
É interessante per cui notare che relativamente pochi degli aderenti a queste religioni siano riusciti a spezzare le catene della lealtá tribale, nazionale o, invero, religiosa per amore dell’intera famiglia umana.
É quasi come se si fosse raggiunto un punto di saturazione al di lá del quale l’unitá sociale non si riesce piú a mantenere.
Le ragioni, secondo la Fede Bahá’í, non hanno nulla a che fare con il possibile fallimento da parte di Buddha, Cristo, Maometto o dei fondatori delle alter religioni.
Il problema giace, piuttosto, a) nella capacitá umana al tempo in cui il messaggio era stato rivelato e b) nella condizione attuale della societá.
Sarebbe stato futile, per esempio, cercare di promuovere sentimenti di unitá mondiale quando si credeva che il mondo fosse piatto e che finisse all’orizzonte!
In questa epoca Baha’u'llah rinnova il messaggio eterno di amore universale e lo estende fino ad abbracciare l’intero globo:
"Non ci si vanti di amare il proprio paese, bensi di amare il mondo intero …" .4
"Presto il presente ordine sarà chiuso e uno nuovo ne sarà aperto in sua vece". 5
1. http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/g20-summit/5097195/G20-summit-Gordon-Brown-announces-new-world-order.html visionato il 24 Giugno 2009
2. http://www.iranpresswatch.org/ visionato il 24 Giugno 2009
3. Comunitá Internazionale Bahá’í, Una svolta per tutte le nazioni, p. 2, Casa Editrice Baha'i, 1995.
4. Bahá’u’lláh, Spigolature dagli Scritti di Bahá'u'lláh, p. 97. Casa Editrice Bahá’í, 2002.
5. Bahá’u’lláh, Spigolature dagli Scritti di Bahá'u'lláh, p. 9. Casa Editrice Bahá’í, 2002.
Traduzione libera di Nilufar dell'articolo "Change and Habit"- Parte I^ di Nadim:
http://www.bahaiperspectives.com/current-affairs/2009/05/16/change-and-habit-the-future-through-the-lens-of-the-past/
sabato 27 giugno 2009
GLI EVENTI DI IRAN
Con il cuore addolorato, i baha'i del mondo sono concentrarti sugli eventi in Iran, la culla della loro religione
Links utili:
A declaration on behalf of the European Union concerning recent events in Iran.
A statement of the Secretary-General of the United Nations, expressing dismay at the use of force against Iranian civilians.
Shirin Ebadi, Nobel Prize winner and lawyer, discusses the recent arrests of human rights activists in Iran.
giovedì 18 giugno 2009
VERONA E I BAHA'I
Verona, 18 giugno 2009
Carissimi tutti,
mi è stato chiesto, e lo faccio con profonda gioia, di condividere con voi alcuni recenti eventi accaduti a Verona.
Nell'ambito della campagna "Porte Serrate", promossa dalla nostra Assemblea Spirituale Nazionale, in difesa dei diritti degli studenti baha'i dell'Iran, abbiamo contattato alcune autorità locali tra cui il Presidente del Consiglio Comunale di Verona, il quale ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità.
Giovedì 11 giugno, il Consiglio Comunale di Verona ha approvato all'unanimità una mozione contro la violazione dei diritti dei baha'i in Iran.
Ne dà notizia il notiziario di "TG Nuovo" http://www.telenuovo.it/index.cfm/hurl/contenuto=98340/archivio_dirette/tg_verona.htmlpoco dopo la metà del video se ne da notizia...
Per sua iniziativa e senza alcuna sollecitazione da parte nostra, il suo ufficio ha indetto una conferenza stampa per il giorno seguente, venerdì 12 giugno, allo scopo d'informare la cittadinanza, attraverso i media locali, della delibera e delle persecuzioni dei baha'i in Iran.
La notizia è stata ampiamente trasmessa da due tv, tre radio e pubblicata da L'Arena di Verona.
E non finisce qui!
Ieri, verso le 18:00 ho ricevuto la telefonata di una giornalista di Radio Verona, la quale mi proponeva 30 minuti di intervista in diretta per approfondire l'argomento.
Potete immaginare quello che ho pensato!
Naturalmente mi sono dichiarata disponibile.
All'intervista avvenuta in diretta e via telefono hanno preso parte anche altri due amici, Beppe e Noemi.
Alle 20:00 siamo stati tutti e tre chiamati al telefono ed ha avuto inizio un'incredibile intervista (durata 45 min anziché 30 ): Beppe ha parlato della Fede e degli insegnamenti di Baha'u'llah, Noemi ha esposto la situazione dei baha'i in Iran, ed io ho avuto modo di parlare di due insegnamenti della Fede sull'educazione/istruzione dei figli e sulla parità dei diritti tra uomini e donne.
Nel corso dell'intervista, la giornalista ha dichiarato: ora che vi sento mi rendo conto che sono una baha'i anch'io.
Al termine dell'intervista, quando Beppe ha rilevato che avevamo cominiciato il programma in tre baha'i e lo concludevamo in 4, lei ha risposto: "io ero baha'i prima di voi!"........... Dichiarazione in diretta?!?!
Oggi pomeriggio ha chiamato sia me che Noemi per ringraziarci.
Ha ribadito la sua commozione (quasi piangevo, ha detto) la sua emozione (avevo la pelle d'oca, ha ripetuto).
Con affetto,
Vahideh
mercoledì 17 giugno 2009
CAMPEGGIO GIOVANISSIMI 2009
A TUTTI I GIOVANISSIMI
Stanno piovendo prenotazioni per il campeggio, visto che i posti sono limitati e vi sono molti giovanissimi che hanno espresso il desiderio di partecipare, ma ancora non si sono prenotati......ACCORRETEEEEE!!
CAMPEGGIO GIOVANISSIMI 2009
Quando??
12-19 luglio
Dove??
Base Scout Di Fantella (foto)
Premilcuore (Forlì)
Chi??
Tutti i giovanissimi (12 anni compiuti–15 anni)
Perché??
Per divertirci, imparare e socializzare
Cosa portare??
a) Sacco a pelo/lenzuola con cuscino
b) Asciugamani
c) Effetti personali
d) Cappellino
e) Zaino
f) Medicinali
g) Scarpe da ginnastica/scarpe comode per camminare
h) Crema solare
i) Astuccio
j) Quaderno
k) Chiavetta USB o DVD (per avere materiale audio-video)
Il costo per tutto il periodo, incluso vitto, alloggio ed assicurazione medica, sarà di € 100,00.
Per il pagamento sarà necessario effettuare una ricarica Postepay della carta n° 4023 6005 5861 7330, intestata a Sina Mazza. Dovrete portare dietro il vostro codice fiscale perché vi sarà richiesto dall’operatore delle poste
Per le prenotazioni compilate il modulo sul sito
http://www.bahaigiovani.org/show/italian/default/registrazione_campeggio.aspx
IMPORTANTE: prima di prenotare bisogna effettuare il pagamento per l’intero periodo
Per esigenze logistiche il termine fissato per accogliere le prenotazioni è il 21 giugno
Vi sarà un tetto massimo di partecipanti, per cui…..AFFRETTATEVI!!
Questo il Link del campeggio
http://latraccia.fc.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1&Itemid=18
Per informazioni
Sina Mazza
3382968159
sinamazza@libero.it
lunedì 15 giugno 2009
CONVEGNO ANNUALE ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI BAHA'I ALESSANDRO BAUSANI
Acuto, 18-19-20 settembre 2009
il Direttivo dell’Associazione invita voi e i vostri amici a partecipare al settimo convegno nazionale che verterà sul tema La Melodia della Parola Sacra.
Il tema sarà studiato nel contesto ebraico, cattolico, mussulmano e baha'i e sará arricchito da interventi come “Il superamento dell’angoscia dell’amante: tre ghazal di Baha’u’llah” e “L’evoluzione del testo sacro nella storia delle religioni”.
Il pomeriggio di sabato ci sará anche una tavola rotonda sul tema " Le sacre Scritture: diversi modi di lettura", seguita da dibattito con il pubblico.
Hakim
Costo giornaliero in pensione completa con bevande € 35.
Le prenotazioni si possono fare a acuto@bahai.it oppure telefonicamente al 0775 56061.
venerdì 5 giugno 2009
DISCORSO DI OBAMA ALL'UNIVERSITA' DEL CAIRO
CAIRO -
4 giugno 2009
«Tutti i popoli del mondo possono vivere in pace tra loro. È questo il disegno di Dio».
Alcuni punti di vista espressi da Obama al Cairo riflettono l'essenza dei valori Baha'i.
Vai a uno dei seguenti testi Baha'i per un confronto:
. Una fede comune - 2005
http://www.erfan.cz/it/view.php?cisloknihy=2005082229
. Il Secolo di Luce - 2001
http://www.bahai.it/index.php?option=com_content&task=view&id=123&Itemid=55
. La Prosperità del Genere Umano - 1995
http://www.bahai.it/index.php?option=com_content&task=view&id=119&Itemid=55
. La Promessa della Pace Mondiale - 1985
http://www.bahai.it/index.php?option=com_content&task=view&id=121&Itemid=55
http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_04/obama_discorso_cairo_pace_medio_oriente_7f9b5b56-50cb-11de-89ad-00144f02aabc.shtml
giovedì 28 maggio 2009
ASCENSIONE DI BAHA'U'LLAH
Commemorazione Ascensione di Bahá'u'lláh
I Baha'i in tutto il mondo ogni anno commemorano la ricorrenza con particolari programmi devozionali volgendosi in direzione della Sua sepoltura, che per baha'i è il luogo più sacro della terra.
Il Santuario di Bahá'u'lláh è adiacente alla casa dove ha vissuto i Suoi ultimi anni, quando era un prigioniero dell'Impero Turco, anche dopo che le autorità gli hanno permesso di vivere al di fuori delle mura della prigione della città di Acri.
Il Suo trapasso nel 1892 ha seguito circa 40 anni di esilio dal suo paese natio, l'Iran, da prima a Baghdad e poi in Turchia, e in seguito nella prigione di Acca nel 1868.
I Baha'i accettano Bahá'u'lláh come la manifestazione di Dio per questa era, l'ultimo di una riga che include profeti divini come Gesù, Maometto, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroaster, e altri.
L'Ascensione di Bahá'u'lláh è uno dei nove santi giorni durante l'anno in cui i baha'i sospendono il lavoro.
venerdì 22 maggio 2009
LA DICHIARAZIONE DEL BAB
23 maggio 1844
DICHIARAZIONE DEL BÁB
Sono trascorsi centosessantaquattro anni da quando l’inventore e pittore statunitense Samuel Finley Breese Morse (Charleston 1791 – Poughkeepsie 1872) lanciò dal Palazzo del Campidoglio in Washington (diretto al quartiere generale delle Ferrovie B&O di Baltimora) il primo messaggio telegrafico, in punti e linee. “Ciò che Dio ha scritto” - “What hath God written” erano le parole contenute in quel primo telegramma della storia, trasmesso il 24 maggio del 1844. Si tratta di una frase straordinaria, tratta dal libro dei Numeri della Bibbia, che aprì le comunicazioni di massa - come sostenne il sociologo americano Marshall Mc Luhan – ad una nuova epoca: ovverosia all’era elettrica, che sostituiva, di fatto, la passata età meccanica della trasmissione delle informazioni dell’individuo che era stata inaugurata, quattrocento anni prima, dal tipografo tedesco Johann Gutenberg (Magonza 1400 – ivi 1468) con la scoperta, avvenuta nel 1439, della stampa a caratteri mobili.
Con il primo messaggio cifrato, trasmesso attraverso impulsi elettrici, nacque nel mondo quello che Marshall Mc Luhan definì il “villaggio globale” perché caratterizzato da un afflusso continuo di notizie. Vero è che i primi a giovarsi della scoperta del telegrafo furono proprio i giornali, che attraverso questo sistema furono in grado di ricevere, in tempo reale, le informazioni provenienti dai loro corrispondenti residenti in città e luoghi distanti diverse centinaia di chilometri dalla sede di pubblicazione del foglio di notizie. Immediatamente dopo, a seguire, anche le comunicazioni individuali e commerciali si giovarono di questa scoperta fatta da un inventore di grande sensibilità artistica e genio creativo come Samuel Morse che solo tredici anni prima della sua invenzione risedette, per circa un anno, a Roma trovando qui spunto per i suoi dipinti e forse anche le motivazioni spirituali che lo spinsero, in seguito, a adoperare la frase “Ciò che Dio ha scritto” in quel primo messaggio del telegrafo. Egli lasciò l’Italia nel 1831 a causa dei moti rivoluzionari che si erano verificati nello Stato Pontificio. La sua figura è fissata in un affresco di un artista italiano, Costantino Brumidi, che si trova nella sala rotonda del Campidoglio di Washington.
Il 1844 fu un anno assai ricco di eventi destinati a far cambiare alla storia il suo pigro corso. È come se un nuovo spirito aveva permeato – sostiene lo scrittore Bahá’í americano, William Sears – la letteratura, la musica, l’arte, l’educazione, la medicina e le invenzioni. Fu da quel momento in poi – ricorda sempre William Sears - che l’umanità iniziò a ragionare, in maniera sempre più vasta ed estesa, sui diritti delle donne, sull’istruzione universale, sull’abolizione del lavoro minorile e sull’emancipazione degli schiavi. Senza nulla togliere, inoltre, alla pittura che in quella seconda metà dell’Ottocento scoprì la lucentezza e la luminosità, attraverso l’Impressionismo francese. Quelli furono anche gli anni della scoperta della fotografia, in grado di catturare pienamente la luce e di fissare, in maniera permanente, l’immagine nella storia.
L’aspetto assai singolare che dovrebbe far riflettere - secondo i credenti della Fede universalista Bahá’í - è che nel momento in cui accadeva tutto questo e si ponevano le basi strutturali dei grandi mutamenti della società (fino ad arrivare alla molteplicità di meraviglie che caratterizzano i giorni nostri) si manifestava nel mondo un gigantesco rinnovamento spirituale: che da allora, in poi, avrebbe iniziato a produrre una progressiva trasformazione delle coscienze umane che – secondo i Bahá’í – è tuttora in atto. A far da pietra angolare di questo processo di trasmutazione della società sono state quelle che lo scrittore Augusto Robiati definiva come le forze della luce. E tra loro, la prima, fu quella del Báb, al secolo Siyyid ‘Alí-Muhammad (Shíráz 1819 – Tabríz 1850): il quale, il 23 maggio del 1844, nella sua città natale, a Shíráz, proclamò al Suo primo discepolo, Mullá Husayn-i-Bushurù’í (appartenente al movimento Shaykhí) di essere Colui Che era ispirato da Dio per annunciare la venuta, di lì a breve, di Colui Che Dio avrebbe reso manifesto, il Sempiterno, che la storia insegna avrebbe assunto il nome di Bahá’u’lláh (Teheran 1817 – Akka 1892).
Con la proclamazione del suo mandato divino, il Báb – affermano i Bahá’í - si fece, di fatto, foriero sia della realizzazione, nel mondo, di quell’evangelico Regno di Dio che cambierà - stando alle profezie cristiane - il volto della terra in un giardino di pace e sia della venuta di quel biblico Giorno del Giudizio o Giorno del Signore (ebraico: jom JHWH) che pone tutti gli esseri umani nella condizione di dover scegliere tra la resurrezione spirituale (e quindi tra l’accettazione del Cristo tornato nella Gloria del Padre, in una nuova Manifestazione di Dio) e la continuazione pedissequa della propria esistenza terrena. Nel discorso fatto il 23 maggio 1844 a Mullá Husayn (umile, ma assai devoto studente persiano) il Báb disse: “In verità, in verità, è sorta l’alba di un nuovo Giorno. Il Promesso si è insediato nel cuore degli uomini”. E quindi, a seguire, egli rimarcò non solo l’adempimento del Dì del Giudizio, ma anche l’inizio di un processo di restaurazione spirituale che, attraverso la sua rivelazione profetica, avrebbe portato alla venuta di Colui Che Dio avrebbe reso manifesto, ovverosia al ritorno di Gesù, nella Figura di Bahá’u’lláh. Tutto questo nell’osservanza – affermano ancora i Bahá’í - di quella visione che, nel Vecchio Testamento, fu di Malachia: il quale rese noto di un ritorno dello spirito che fu del profeta Elia, al momento della conclusione del ciclo adamico dell’umanità. Orbene, secondo i Bahá’í, il Báb rappresenta, appunto, questo ritorno d’Elia ed a riprova di tutto ciò pongono il fatto che i suoi resti mortali giacciono adesso sul Monte Carmelo, non distante dalle grotte dove visse Elia.
Sta di fatto, affermano i Bahá’í, che da quel 23 di maggio del 1844 (per l’esattezza storica: due ore ed undici minuti dopo il tramonto del 22 di maggio) il pianeta è assai cambiato, a rimarcare le parole del Báb che quella sera disse: “Questa notte, questa stessa ora, nei giorni avvenire, sarà celebrata come una delle feste più grandi e più significative”. Secondo i Bahá’í una conferma indiretta in tal senso, da non sottovalutare in maniera assoluta, è l’atto compiuto, il giorno dopo, da Samuel Finley Breese Morse: un ignaro cronista che, in linee e punti, comunicò al mondo la frase biblica: “Ciò che Dio ha scritto”.
Foto: Iran, Shiraz. La Casa del Bab, dove dichiarò la Sua missione di Messaggero Dio, distrutta 30 anni fa - nel 1979 - dalle Guardie della Rivoluzione.
mercoledì 20 maggio 2009
BLOG SU "LE VIRTU'"
"La realtà della mia esistenza è la mia anima che attraversa questo mondo per acquisire le qualità di cui ha bisogno per un eterno, glorioso viaggio verso Dio".
http://www.levirtu.blogspot.com/ -
"UN'ORA DI RIFLESSIONE E' PREFERIBILE A SETTANT'ANNI DI PIO CULTO".
Questo spazio - in continuo aggiornamento con brani tratti dalla letteratura baha'i - è dedicato alla riflessione sulle virtù che l'uomo deve acquisire per compiere il suo alto destino.
lunedì 18 maggio 2009
BOONA BAANA - Centro per i diritti dell'infanzia
La storia di questa organizzazione è molto bella e vi invito di andare sul sito e leggerla:
http://www.boonabaana.org
Brooke ha fondato l'organizzazione insieme ad altre due persone, suo marito Marco (sud americano) e un amico professore di legge di Tanzania che la coppia ha conosciuto quando si trovava a Hong Kong. Tutto iniziò nel 1992 quando Brooke (di origine inglese) studiava il cinese facendo del volontariato a Tianjin a China, in un orfanotrofio locale (lei è avvocato specilizzata in diritto d'infanzia) e rimase molto colpita dall'esperienza, ma troppo giovane per adottare un bambino, decise allora che i suoi futuri bambini li avrebbe adottati.
Nel 1995 lei e Marco si sposano a Taiwan e qualche anno dopo adottano il loro primo bambino: una fanciulla di 4 anni di Etiopia. Un anno e mezzo dopo lei porta a casa la seconda figlia, di Sud Africa, di appena 7 mesi...
Nel 2002 la fortuna li fece incontrara a Hong Kong Dr. Rwezaura, il professore di legge di Brooke, di Tanzania, che discutono sui bisogni d'infanzia in Tanzania e una sera cenano in un ristorante malese, dove pianificano il progetto "Boona Baana il Centro per i diritti d'infanzia".
Qualche msese dopo fanno le valigie e lasciano il lavoro a Hong Kong. Partono per Tanzania, si stabiliscono a Dar as Salam. Con il supporto di Dr. Rwezaura inizia il progetto.
L'organizzazione lavora con una rete di volontari che prestano servizio sul luogo per un periodo di due settimane a due mesi. Ci sono volontari che raccolgono i fondi, e altri che sensibilizzano e via dicendo...
Vi invito a visitare il sito.
Con affetto,
Roya
domenica 17 maggio 2009
FIERA DEL LIBRO - TORINO

18 maggio 2009
Ore 16 / Spazio Autori B
Presentazione dei libri
La Carta dei valori della cittadinanza
e dell’integrazione di Julio Savi e
Il contributo bahá’í al miglioramento
del mondo
a cura di Bahá’í
Con l’autore interviene Guido Morisco
Introduce Fatollah Sabet
http://www.fieralibro.it/it/organizza-la-visita/programma/lunedi-18/day/20090518.html?start=100
sabato 16 maggio 2009
CONFERENZA EBBF A MONZA
"Economia per un nuovo Ordine Mondiale"
21 Maggio 2009 ore 21.00
Per conoscere l'agenda, i dettagli e fare l'iscrizione a questo evento clicca qui
"Dall'economia dell'AVERE all'economia dell'ESSERE: un modello di sviluppo fondato sullo spirito di servizio"
http://ebbf.org/events.html?&cHash=847fc493a1&tx_cal_controller[getdate]=20090521&tx_cal_controller[lastview]=list&tx_cal_controller[type]=tx_cal_phpicalendar&tx_cal_controller[uid]=4&tx_cal_controller[view]=event
venerdì 15 maggio 2009
Comunicato stampa pubblicato dalla Bahá’í International Community sulla situazione dei 7 Bahá’í in prigione in Iran
BAHÁ’Í INTERNATIONAL COMUNITY United Nations Office
866 United Nations Plaza, Suite 120, New York, NY
10017 USA
Telephone: 212-803-2500, Fax: 212-803-2566, Email: uno-nyc@bic.org
COMUNICATO STAMPA
Nell’anniversario dell’arresto i dirigenti bahá’í iraniani potrebbero affrontare una nuova accusa NEW YORK (12 maggio 2009) –
Giovedì prossimo ricorre l’anniversario dell’arresto dei sette dirigenti bahá’í attualmente detenuti in Iran. Dopo un anno di carcere senza un’imputazione formale o alcuna possibilità di accedere al loro legale, Shirin Ebadi, su di loro pendono ora nuove, gravissime accuse.
«A dispetto della loro ovvia innocenza e delle molte richieste di immediata liberazione, questi sette uomini e donne sono stati tenuti in un limbo legale per un anno, contro tutti i criteri internazionali dei diritti umani», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite.
«Inoltre le loro famiglie sono state recentemente informate di una possibile nuova imputazione, “diffondere corruzione sulla terra”, in persiano “Mofsede fel-Arz”, un’accusa che secondo il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran può comportare la pena di morte», ha detto la signora Dugal.
«La sequenza degli eventi legati alla loro detenzione mostra una spudorata parodia di giustizia. Pur essendo stati sottoposti ad approfonditi interrogatori, sono passati sette mesi prima che fosse comunicato loro un solo pretesto per la loro detenzione.
L’11 febbraio 2009 la Iranian Student’s News Agency (ISNA) ha detto che il sostituto procuratore di Teheran, Hassan Haddad, ha dichiarato che le indagini contro questi individui erano finite, che «la prossima settimana il caso» sarebbe stato «presentato al Tribunale rivoluzionario per la condanna» e che i dirigenti bahá’í erano stati accusati di «spionaggio a favore di Israele, insulti contro la santità della religione e propaganda contro la repubblica islamica».
Le proteste internazionali espresse dai governi e dalla società civile sono state immediate e generali e pertanto le autorità iraniane hanno rivisto la propria posizione.«Ora, circa tre mesi dopo che le indagini sembravano concluse, corre voce che si sia aggiunta una nuova ingiusta imputazione.
L’accusa di diffondere corruzione è stata usata contro alcuni bahá’í che sono stati giustiziati negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione islamica.
Che vi si sia ricorso in questo caso è un’ulteriore dimostrazione del fatto che le accuse delle autorità contro queste persone si basano su una palese persecuzione religiosa.
Questa azione contro la dirigenza bahá’í rispecchia il recente forte inasprimento della persecuzione da parte del governo dell’intera comunità bahá’í iraniana che conta oltre 300 mila membri.
«L’imminente anniversario del loro arresto è un’importante pietra miliare e noi chiediamo alla comunità internazionale di ribadire ancora una volta nei termini più decisi la richiesta della loro immediate liberazione o, almeno, di un processo giusto e pubblico che rispetti i criteri della giustizia internazionale», ha detto la signora Dugal.
La signora Dugal ha anche osservato che il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha spesso parlato dell’importanza della «giustizia» e della «dignità umana» e della «instaurazione di un sistema mondiale giusto», come quando il mese scorso ha parlato durante la Conferenza ONU di revisione di Durban a Ginevra.
«Com’è possibile prendere sul serio gli inviti alla giustizia dei leader politici iraniani nell’ambito internazionale quando essi non garantiscono la giustizia ai loro cittadini? In Iran si ignorano ordinariamente diritti umani su cui tutti sono d’accordo, non solo nel caso dei bahá’í ma anche nel caso di donne, giornalisti e altri che chiedono solo dignità e giustizia», ha detto la signora Dugal.
I sette dirigenti sono la signora Fariba Kamalabadi, il signor Jamaloddin Khanjani, il signor Afif Naeimi, il signor Saeid Rezaie, la signora Mahvash Sabet, il signor Behrouz Tavakkoli e il signor Vahid Tizfahm. Tranne uno, sono stati tutti arrestati il 14 maggio 2008 nelle loro case a Teheran. La signora Sabet è stata arrestata il 5 marzo 2008 mentre si trovava a Mashhad.
Per ulteriori informazioni vedasi: http://news.bahai.org/




